VITTORIA SODDU

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Vittoria Soddu  (Sassari, 1986)

Dopo la laurea triennale in storia dell’arte e arti visive al Goldsmiths College di Londra, continua gli studi al Dutch Art Institute, frequentando un Master in arti visive che prevede, nell’arco dei due anni, diversi progetti con istituti e piattaforme internazionali come il Wyspa Institute of Art di Danzica, l’IICD di Amsterdam e il Bulegoa z/b di Bilbao. Conclude il Master con la pubblicazione nel 2011 di un libro d’artista: Biscotti di Vento – origini e segreti di un biscotto conteso – con testi di Manlio Brigaglia, Bianca Pitzorno e Celestino Tabasso. Il progetto si completa con una mostra personale a cura di Sonia Borsato, presso Cortesie per gli Ospiti a Sassari nel 2012. Sceglie di incentrare la sua ricerca visiva prediligendo il linguaggio video, già utilizzato per diversi lavori tra cui Bio Pio (con il Mace Studio di Roma, 2009), Ascendant Abnormal Sensation (2010), Clownsottocoperta (in collaborazione con Sonia Borsato, Nicola Virdis e il LEM Laboratorio di Estetica Moderna di Sassari, 2011). A partire dal 2012 si concentra su tematiche di natura antropologica, lavorando a stretto contatto con comunità peculiari, sviluppando strategie narrative adatte a raccontare le rispettive specificità. Dopo una ricerca di due anni, realizza nel 2014, con il collettivo SIC Sound Image Culture di Bruxelles, il suo primo mediometraggio, Back Hill – tales from a parish house. Quest’ultimo, ibrido tra film saggio e documentario, racconta una parentesi difficile e poco conosciuta dell’immigrazione italiana a Londra. Attraverso la testimonianza di Padre Carmelo, il film si propone di indagare una forma di amnesia collettiva che ha colpito la comunità nei confronti di un periodo storico, a cavallo tra gli anni ‘80 e i primi 2000, in cui ci fu un tentativo di accoglienza e assistenza ai giovani tossico dipendenti italiani emigrati nella capitale inglese. Nel 2015, Soddu torna in Sardegna per il progetto CinqueD, residenza artistica supportata dal MEOC museo etnografico di Aggius. Rimanendo fedele a un approccio alla ricerca partecipativo, si affida alla conoscenza della comunità autoctona per esplorare la leggenda del tamburo del diavolo, roccia in bilico sul Monte della Croce che sovrasta il paese. L’installazione audiovisiva La Voce del Tamburo, non racconta il mito ma lo riattiva, attraverso l’utilizzo di un microfono a contatto che registra la vibrazione della pietra, come se nella roccia ci fosse un corpo organico che respira. Unendo un forte interesse per il suono a una già dimostrata attenzione per la collettività, il 2017 vede la maturazione del film Salt in the veins, frutto di una collaborazione iniziata nel 2015 con il Trad Academy Sea Shanty Choir di Londra, coro che conta un centinaio di membri, dedicato alla riscoperta della tradizione musicale dei “sea shanties” – canti di lavoro marinareschi. Nel 2018 partecipa al programma di residenza artistica “Spime” supportato dal Museo MAN di Nuoro, durante il quale realizza, in collaborazione con lo Speleo Club Nuoro, l’installazione audiovisiva Spelynx. Quest’ultima simula l’esperienza della scoperta, progressiva, dell’universo sotterraneo della grotta, passando dal buio alla luce per ritornare al buio originale, stato naturale e perenne dell’entroterra. Conclude il 2018 con la mostra personale EDEN presso il Chora Spazio Espositivo di Sassari. Nel 2019 avvia una serie di collaborazioni all’interno di produzioni di cinema indipendente, affiancandosi all’associazione 4caniperstrada di Sassari per proseguire attivamente la ricerca sul campo sonoro attraverso il laboratorio Cacofonia Armonica. A novembre dello stesso anno, durante il festival Fuorimargine organizzato da Autunno Danza, sperimenta una prima co-direzione insieme a Giulia Camba e Mimì Enna con Do I have to build something starting from the white?, film poi selezionato tra i finalisti di FuoriFormato – Festival Internazionale di danza e videodanza a Genova. L’impronta collaborativa prosegue anche nel 2020 con due documentari, “Duas maniatas, unu mannúcru” scritto e diretto insieme a Sabrina Melis e una nuova produzione audiovisiva che esplora gli archivi del cinema di famiglia all’interno del programma di residenza Re-framing Homemovies insieme alla Cineteca Sarda Società Umanitaria di Cagliari.

2020
Back_upGiovane Arte in Sardegna, Museo Nivola, Orani (IT)
Do I have to build something starting from the white?, FuoriFormato Festival Internazionale di danza e videodanza, Genova (IT)

2019
masterclass – Cacofonia Armonica, Asincronie, Spazio Bunker, Sassari (IT)
Do I have to build something starting from the white?, Fuorimargine, Sa Manifattura, Cagliari (IT)
C14H9Cl5, Contemporary Festival d’Arte e Avanguardia, Complesso Montegranatico, Donori, (IT)

2018
EDEN, Chora Spazio Espositivo, Sassari
Spime, Museo MAN, ex Casa Deriu, Nuoro (IT)
Spelynx, Fiat Lux Festival, Arzachena (IT)

2017
Maria Lai. Fotografie. 20 fotografi raccontano, Stazione dell’Arte, Ulassai, (IT)
masterclass – Trame identitarie e racconti audiovisivi, M Gallery Teatro Massimo Cagliari (IT)
Back Hill – tales from a parish house, M Gallery, Teatro Massimo, Cagliari (IT)
Salt in the veins, From the Estuary, Whitechapel Gallery, Londra (UK)
Salt in the veins, The Sailortown Sea Shanty Festival, Wilton’s Music Hall, Londra (UK)

2016
Aperto, Museo del Carmelo, Sassari (IT)
Back Hill – Tales from a parish house, Open Studios a Villa Romana, Firenze (IT)
MicroBook – tracing the evolution of an urban network, MicroMarché, Bruxelles (BE)

2015
International Augmented Med Festival, Lo Quarter, Alghero (IT)
Cinque D, Museo MEOC, Aggius, (IT)
Creating Territorialities, Fondazione Pistoletto, Biella (IT)
Back Hill – Tales from a parish house, Cinema OFFoff, Ghent (BE)

2014
Back Hill – Tales from a parish house, Beurschouwburg, Bruxelles (BE)

2013
Van God Los?, Het Dolhuys (Dutch National Museum of Psychiatry), Haarlem, (NL)
Shout!, Masedu Museo d’Arte Contemporanea, Sassari, (IT)
DAI – Printed Matter, Wilson Project Space, Sassari, (IT)

FILMOGRAFIA

Do I have to build something starting from the white? (HD video, 9’30”, 2019)
Spelynx (HD video, 13’ 22”, 2018)
Salt in the Veins (HD video, 24’, 2017)
MicroBook – the making of (HD video, 2’, 13”, 2016)
La Voce del Tamburo (HD video, 7’, 40”, 2015)
Back Hill – tales from a parish house (HD video, 36’, 2014)
Cristàlloso, si nighelaìada (video, 5’, loop, 2012)
Biscotti di Vento (video mini DV, 9, split screen 2011)
Clownsottocoperta 1-2-3-4 (video mini DV, durata complessiva 30’, 2011)
Clown Prayer (video mini DV, 3’48”, 2011)
Ascendant Abnormal Sensation (HD video, 27’30”, loop, 2010)
The Bald and the Beautiful (video mini DV e archivi online, 11’, 40”2010)
Bio Pio (HD video, 3’12”, 2009)
The Season of the Artichoke (video mini DV, 13’24”, loop, 2008)
Franco – A Surgery Operation (video mini DV, 7’44”, 2007)
Franco – 60 cups of coffee (video mini DV, 6’15”, 2006)